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venerdì 25 luglio 2008

Un sorriso


Un sorriso non costa niente e produce molto arrichisce chi lo riceve,

senza impoverire chi lo da.

Dura un solo istante,

ma talvolta il suo ricordo è eterno.

Nessuno è così ricco da poter farne a meno,

nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.

Crea la felicità in casa,

è il segno tangibile dell'amicizia,

un sorriso da riposo a chi è stanco,

rende coraggio ai più scoraggiati,

non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,

perchè è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.

E se qualche volta incontrate qualcuno

che non sa più sorridere,

siate generoso,dategli il vostro,

perchè nessuno ha mai bisogno di un sorriso

quanto colui che non può regalarne ad altri.

Anonimo

giovedì 24 luglio 2008

Se per un istante

"Se per un istante Dio si dimenticherà  che sono una marionetta di 
stoffa e mi regalerà  un pezzo di vita, 
probabilmente non direi tutto quello che penso, 
ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle 
cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. 
Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, 
starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri 
parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato!! 
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, 
mi sdraierei al sole  lasciando scoperto non solamente il mio corpo  
ma anche la mia anima.  
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il 
mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. 
Dipingerei con un sogno di Van Gogh  sopra le stelle un poema di 
Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata 
che offrirei alla luna. 
Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle 
loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. 
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo 
giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. 
Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e 
vivrei innamorato dell'amore. 
Agli uomini proverei  quanto sbagliano al pensare che smettono 
di innamorarsi quando invecchiano, 
 
senza sapere che invecchiano quando 
smettono di innamorarsi. 
A un bambino gli darei le ali,
 
ma lascerei che imparasse a volare da solo. 
Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma 
con la dimenticanza. Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini! 
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, 
senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. 
Ho imparato che  quando un neonato stringe con il suo piccolo 
pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, 
lo tiene stretto per sempre. 
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro 
dall'alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. 
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non 
mi serviranno a molto,  perché quando mi metteranno dentro quella 
valigia, infelicemente starò morendo."

GABO




mercoledì 23 luglio 2008

Per il mio cuore

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla tua bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla mia anima.

E' in te l'illusione di un giorno.
Giungi come rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza,
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.


Pablo Neruda

martedì 22 luglio 2008

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

lunedì 21 luglio 2008

Il meglio di te

L’uomo è irragionevole,
illogico, egocentrico:

non importa, amalo

Se fai il bene,
diranno che lo fai
per secondi fini egoistici:
non importa, fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi,

incontrerai chi ti ostacola:
non importa, realizzali.

Il bene che fai

forse domani verrà dimenticato:
non importa, fa’ il bene.

L’onestà e la sincerità

ti rendono vulnerabile:
non importa, sii onesto e sincero

Quello che hai costruito

può essere distrutto:
non importa, costruisci.

La gente che hai aiutato,

forse non te ne sarà grata:
non importa, aiutala.

Dà al mondo il meglio di te,

e forse sarai preso a pedate:
non importa, dà il meglio di te.

Santa Madre Teresa di Calcutta

domenica 20 luglio 2008

Il gatto

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l'agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,

vedo in ispirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa

un'aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo bruno.

Baudelaire

sabato 19 luglio 2008

Inno alla Bellezza

Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l'alba e l'aurora, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

Baudelaire

Buon compleanno Kime